Gazzetta di Reggio – Domenica 7 settembre 1997

Spogliarelli e chiacchiere nel Tunnel.

E per Jessica Rizzo un tifo da stadio.

Riuscita la " provocazione " del Coordinamento Omosessuale Pds sul sesso e dintorni

«I want your sex». Le note della canzone di George Michael fanno da colonna sonora alle sensuali movenze di Antonella e Yuri, spogliarellisti, chiamati a introdurre una serata all’insegna dell«helzapoppin» più sfrenato. E la dicono assai lunga sul tema dell’incontro che, Venerdì sera, allo spazio «Tunnel» della festa nazionale dell’unità, ha richiamato migliaia di persone di ogni età. A discutere di «comune senso del pudore» ci sono Jessica Rizzo, la pornostar, donna manager, Mimmo D’Antuono, autore di una guida sui luoghi del sesso, Vittorio Viviani, attore  e  cantante,  e  Vanni  Piccolo, consigliere di Rutelli al Comune di Roma per i diritti degli omosessuali. Proprio quest’ultimo ha sostituito alla guida della serata Enza Sampò, contribuendo a mantenere la discussione sui binari del buon gusto. Anche se l’inizio, con l’apparizione della discinta Jessica sul palco, è tipicamente da stadio: urla, schiamazzi, cori più o meno sboccati, che dimostrano come molti siano lì più per vedere che per ascoltare. Ma è lei stessa a deludere le speranze degli accaldati e calorosi fans: ” Sono qui solo per parlare “. E, infatti, si è parlato parecchio: di violenza, sfruttamento sessuale, normative, club privé. A tale proposito, la pornodiva ha sottolineato che, tra la folla, notava un certo numero di «scambisti».Ovviamente, gli sguardi dei tantissimi sotto la tenda si sono incrociati. «Chissà chi saranno»: interrogativo destinato comunque a rimanere senza risposta.Vittorio Viviani la butta sulla satira sessual-politica, mentre il critico d’arte Alberto Agazzani legge brani da un esempio di letteratura «osè» dei tempi che furono. C’è spazio anche per qualche domanda dal pubblico. Da segnalare l’intervento auto promozionale di Stefano Raspini, della Fonderia Italghisa, che fa rilevare come, nella sua discoteca, si «cucchi» parecchio. Ma tutti gli occhi sono comunque sempre puntati su Jessica. Che, affermando che, comunque vadano le cose, «continuerà ugualmente a fare le sue cosucce, perché il lupo perde il pelo, ma non il vizio», suscita un boato. Il tempo per  un  veloce  saluto,  e via  allo  spogliarello. Prima  Antonella,  poi  Yuri,  si  tolgono  rapidamente gli abiti. Infine, insieme, mimano un amplesso che si concluderà con una fugace visione del seno di lei. Qualche brivido in più, invece, per la sfilata di biancheria intima, sexy che più sexy non si può, di Eros Veneziani. Body, tanga, giarrettiere, canottiere effetto «vedo-non vedo» per lui e per lei. E, tra le tante coreografie, anche due modelli che si tolgono reciprocamente giacca, cravatta e calzoni. Certo una novità. Alla fine, applausi per tutti. Dagli organizzatori (il Coordinamento omosessuale del Pds) agli ospiti e lancio di preservativi sul pubblico. Vanni Piccolo ha un pensiero «per due persone che hanno fatto molto per i malati di Aids: Lady Diana e Madre Teresa di Calcutta», e un invito per i presenti: «Preservatevi dall’Aids e preservatevi dal Polo». Stefano Pieralli fa da controcanto scherzoso: «Pensate  che  diranno che alla festa dell’Unità, le donne nude le hanno portate i finocchi». E rimane comunque un mistero: ma che sarà mai il comune senso del pudore?
(Fabrizio Salsi, Elisabetta Tedeschi)

Gazzetta di Reggio – Domenica 7 settembre 1977

Il Comune senso della… volgarità Cori da curva sud alla festa dell’Unità per la pornostar Jessica Rizzo: un grande dibattito sul pudore

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di Marco Macchi
“Eccitatevi, scaldatevi e applaudite il Pds! Giacca di cotone carta da zucchero aperta su un body nero trasparente, Vanni Piccolo, consigliere comunale a Roma per i diritti degli omosessuali, ha esordito così davanti a un pubblico da curva sud. Il dibattito sul senso del pudore venerdì sera ha riempito lo spazio Tunnel della festa dell’Unità con una ressa sudata di piccoli e grandi affamati, sbarbine curiose e anziani sbronzi.
E come in una televendita surreale, in una babele felliniana, lo scoppiettante e ancheggiante moderatore ha introdotto i prestigiosi ospiti della serata due rappresentanti di una fantomatica Federsex, l’attore Vittorio Viviani, il critico d’arte reggiano Alberto Agazzani, Mimmo D’Antuono, autore di una mappa sui luoghi del sesso “cotto e mangiato” e soprattutto lei, l’insaziabile, l’inarrestabile, l’imponderabile Jessica Rizzo, pornostar di professione, idolo e oggetto del desiderio per migliaia di acquirenti di videocassette hardcore e frequentatori di pruriginosi cinema a luci rosse. L’accoglienza che il famelico pubblico ha riservato alla star della serata ricordava molto l’atmosfera della Sicilia del ’45 all’ingresso degli Alleati con i camion pieni di viveri: un vero assalto di mani protese e improbabili richieste di prestazioni spicciole urlate nelle forme più trite del faccela vede faccela toccà.
Nel complesso, qualcosa di molto lontano da un dibattito sul senso comune del pudore.
Comunque, il dibattito ha provato a più riprese a decollare, con Vanni Piccolo che rivolgeva domande agli ospiti, e questi ultimi che avevano ognuno qualcosa di autoprodotto da promuovere. Giuseppe Torres, presidente della Federsex, ha parlato dell’importanza sociale e civile dei club privé e delle case dove ci si può incontrare senza particolari problemi. Non è sceso in particolari l’autorevole esponente della Federsex, ma da audio che ha detto ci è parso di capire che questi club privé siano in sostanza luoghi di scambio di partner e di incontri sessuali totalmente occasionali.
Degli stessi luoghi parla la guida al sesso redatta da Mimmo D’Antuono, che ha cantato le lodi di questa “summa” che raccoglie tutti gli indirizzi italiani, all’aperto o al chiuso, dove si può racimolare velocemente del sesso chiavi in mano.
Ce n’è per tutti, come nei migliori discount: eterosessuali, lesbiche, gay, bisex e trans, da oggi hanno il loro stradario per ogni genere di incontro.
Ha parlato poco Jessica Rizzo; ha parlato più che altro per spiegare agli increduli scatenati fans perché non si sarebbe spogliata: questo è un dibattito, ha ricordato.
E ha fatto bene a dirlo, perché fino a quel momento ci era sembrato una specie di colossale svendita di carne fresca per corrispondenza.
A chi le ha chiesto un consiglio per la vita sessuale di Roberto Formigoni e della Rosy Bindi ha risposto: “Mi sembra un po’ tardi per dare consigli”.
A questo punto, l’attore Vittorio Viviani si è sentito in dovere di sfatare il mito della verginità di Formigoni, e con l’aria di chi sta per aprire un clamoroso dossier ha insinuato: “Frequentate il Marocco e i marocchini, e saprete tutto sulla vita privata di Formigoni”.
Al moderatore che per far tacere il pubblico urlante la propria delusione prometteva uno spogliarello maschile e uno femminile con la Rosy Bindi come ospite speciale, Alberto Agazzani ha chiesto sperduto: “Ma la Rosy Bindi fa lo streap maschile o quello femminile?’. Questo è stato il tenore del dibattito. La trasgressione tanto sventolata in presentazione dell’incontro si e ridotta ad un castissimo streap maschile e femminile, lui in tanga lei in topless, e mentre il pubblico, ormai stanco di urlare “nuda nuda” ad una Jessica Rizzo che era lì per fare la persona quasi seria sciamava fuori dallo spazio Tunnel, è iniziata la sfilata di lingerie di Eros Veneziani, con una scenografia modello messa nera.
Fumo denso, modelli maschi interamente avvolti in un saio di raso nero con cappuccio, e una sorta di vestale in due pezzi e collo di pelliccia ecologica che li spogliava uno per uno, mostrano body, tanga e due pezzi maschili variamente lavorati, comunque sempre trasparenti. Vale la pena segnalare l’intervento a metà del dibattito di uno spettatore che, preso il microfono, ha detto scandendo bene le parole: “Sono Stefano Raspini della Fonderia Ital-ghisa e volevo sottolineare che all’Ital-ghisa si chiava come non mai. Forse, al bar Sport, qualche vecchietto ha storto il naso per la mancanza di gusto.

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