Stazione Centrale Reggio Calabria

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COSA: Stazione Centrale Reggio Calabria – Questo luogo è un d’incontro, come quasi tutte le stazioni delle Ferrovie dello Stato in Italia, anche se negli ultimi anni è diminuito, sia per l’avvento di internet e sia perché le Ferrovie hanno ristrutturato i wc.

Stazione Centrale Reggio Calabria: Il luogo stesso si adatta:

gente che arriva e che parte, sosta, aspetta coincidenze e nel frattempo una capatina ai wc la fanno. Stazionano persone nei locali wc, facendo finta di orinare intanto… si da qualche sbirciatina. Anche giovani ragazzi italiani ed extracomunitari che la usano come base di approccio, per prostituirsi. 

L’area di azione qui alla: 

Stazione Centrale Reggio Calabria, va dai wc (usati anche come posto al chiuso, per consumare e per tutta la piazza Garibaldi (antistante alla Stazione), per le vie Barlaam, via Andrea Caridi, via Caprera, via Missori e le strade e stradine intorno alla Stazione e fino a piazza Carlo Mezzacapo o Sant’Agostino.

E’ popolato fino a tarda notte da gay (qualcuno si prostituisce)

e da ragazzi Rom, rumeni ed extracomunitari e anche di colore che si prostituiscono. Stazione Centrale Reggio Calabria è anche probabile trovare qualcuno che lo fa per piacere reciproco. Di solito ci si apparta nella villa Comunale (è aperta fino a tardi) o si va in stazione si oltrepassano i binari e si va nel deposito dei treni.

Chi è automunito si sposta sul lungomare di via delle Mure Greche

nella zona del Tempietto. Stazione Centrale Reggio: chi è a piedi, c’è anche sulla sinistra della stazione un sottopassaggio e qui consuma o attraversa tutto il sottopassaggio e raggiunge via delle Mura Greche dove c’è una discreta vegetazione e un casolare abbandonato, lontano da occhi indiscreti. Qui si trovano anche Trans e travestiti che si prostituiscono.

DOVE: via Barlaam 1 – 89127 Reggio Calabria Calabria Italia. CHI: Gay, bisex, intersessuali, occasionali, Rom e anche prostituzione. QUANDO: Tutto il giorno ai wc della Stazione e dal tramonto a notte inoltrata, anche nelle zone circostanti. COME: In auto e a piedi.

Stazione Centrale Reggio Calabria: I luoghi all’aperto e del car sex, non sono locali con un orario di apertura e chiusura… è tutto imprevisto, casuale e inaspettato. Non c’è sicurezza, quindi, prudenza da parte di tutti. Sono posti con indicazioni generiche e che una volta può andare bene mentre un’altra male. Occorre essere educati, pazienti, rispettosi e saper aspettare… e non essere invadenti soprattutto con le coppie, perché alla fine sono loro che scelgono. Di solito chi realizza di più è chi sa proporsi… e chi sa capire che i gusti e i desideri delle persone che si incontrano devono corrispondere, il resto è piacere… e anche l’attesa del piacere è un piacere.
stazione centrale reggio calabria
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Suggerimenti, Commenti & Foto

Conosci il posto? Lo frequenti? Hai dei suggerimenti di modica per, Stazione Centrale Reggio Calabria, collabora inviandoci indicazioni più precise anche per aiutare chi non lo conosce. Sono graditi i commenti e se ci invii foto del luogo (con persone non riconoscibili) saranno pubblicate.

Riceviamo e pubblichiamo da Riccardo G. di Roma un commento sulla sua esperienza a Reggio Calabria.

Sono Riccardo, per caso ho scoperto sexyguideinternational.com e mio sono soffermato sull’articolo riguardante la vita gay a Reggio Calabria e in modo particolare sul giro intorno alla Stazione Centrale. Sono di Roma, ho 35 anni e sono gay, per lavoro sono stato 6 mesi a Reggio. I primi giorno mi sono trovato molto spaesato, in quanto nato è cresciuto a Roma, una grande città in merito alle possibilità d’incontri.

Reggio Calabria mi è sembrato neanche un quartiere di Roma. Spostarsi a Roma tra un quartiere e l’altro, dipende dall’orario, ci vuole anche più di un’ora. Mentre Reggio Calabria una città urbanisticamente razionale ci volevano 10/15 minuti (pochissimo traffico e semafori). Molti ormai li faccio con internet ma non disdegno il classico cruising outdoor o car sex.

La mia prima intuizione è stata quella di bazzicare nella zona della stazione Centrale, piazza Garibaldi e villa comunale. Di solito quando vado in un posto nuovo, mi piace osservare, capire e poi intraprendere azioni. Cosi è stato. Di sera notavo molti ragazzi di colore sulle panchine difronte alla stazione, è stato un po’ difficile approcciarli ma poi ho capito perché stavano li.

Inoltre a piazza Garibaldi e villa comunale notavo tantissimi ragazzi rumeni e rom che circolavano o che si facevano approcciare da gay e poi sparivano. Non sto qui a raccontare tutte le esperienze che ho avuto, ad oggi non le ricordo neanche tutte. Ma tre in incontri, particolare eccitanti, non posso dimenticarle: uno con un ragazzo nero del Gambia, uno con un ragazzo rom (poi più di uno) di Reggio e il terzo sempre con un ragazzo nero approcciato alla stazione Lido. Confesso all’inizio sono un po’ timido ma una volta che capisco che l’altro ci sta o gli interessa il discorso, mi sblocco e non ho più freni inibitori.

Era un sabato sera e proprio difronte ad una panchina della stazione Centrale era seduto un ragazzo nero molto bello. Alla panchina accanto c’erano delle persone, ho aspettato che andassero via e mi sono seduto,  appena liberata. Classico, ciao, di dove sei… ci siamo presentati e ho notato che quando gli ho detto che non ero di Roma ma ero a Reggio per lavoro si è rilassato ed è stato molto disponibile.

Mi ha raccontato che lavorava ai mercati generali della frutta e ortaggi e che stava aspettando il treno verso mezzanotte per andarci. Mi sono detto bene ho più di tre ore provarci. Domanda stupida: quanto guadagni per una notte di lavoro al mercato ortofrutticolo? 25 euro mi ha risposto. lo controbatto dicendogli: come mai cosi poco? E’ quello che pagano  mi rispose. Ho avuto il coraggio, anche perché, il ghiaccio si era sciolto, e penso che aveva capito che ero gay e notavo che ogni tanto si toccava il pacco o si posizionava sulla panchina in pose molto erotiche e in più con la lingua rossa si inumidiva le labbra. Intanto ero passato a sedermi con lui sulla stessa panchina.

In poche parole stavamo seduti vicino. Gli dissi: se ti offro 25 euro faresti sesso con me… Lui scoppio a ridere e dicendomi, si ma non posso. Perché non puoi, è stata la mia risposta. Intanto continuava a ridere. Alla fine mi disse che aveva provato a fare sesso con gay e che molti si spaventavano di lui. Spaventare e perché gli chiesi: perché il mio cazzo è molto grosso e lungo. Gli risposi interessante, molto interessante, sarà come piace a me. Rispose dicono tutti cosi ma poi si spaventano e non vogliono più…

Non ti credo ribattei: un cazzo nero grosso e lungo e soprattutto di un bellissimo giovane ragazzo, è il sogno erotico di tanti gay. No non posso, ci rimarrei male, se poi andiamo, lo vedi e poi non vuoi più. Ti garantisco che voglio, se mi sono avvicinato a te proprio perché mi piaci e vorrei fare sesso con te. A te cosa piace, mi disse, perché io lo do solo. Io sono gay passivo, almeno su questo abbiamo trovato un accordo.

Si va bene, ma poi se dobbiamo fare completo, ho paura di farti male. Si capisco, gli dissi, il male lo ricevo io non tu, a limite tu godi come tutti i maschi, che facendo male, godono di più, quindi il problema dove sta. può darsi che facendomi male godo di più anche io. In fondo il piacere vero quello fisico e mentale è un misto di dolore e piacere. Si ti farai male anche perché duro parecchio.

Abbiamo parlato, per più di mezz’ora, il tempo passava e non volevo perdermelo. Si ma poi tu scappi, quando lo vedi… e io ci rimango male. Capii che voleva la sicurezza che avrebbe voluto le 25 euro prima per avere la certezza che tra le mie guadagnate in una mezz’oretta e quelle che avrebbe guadagnato la notte al mercato della frutta a avrebbe portato a casa 50 euro. Ok ma dove si va…

Mi disse che conosceva un posto molto tranquillo e che nessuno ci avrebbe disturbato. Mi spiegò che avremmo dovuto andare dietro la stazione e che per arrivarci dovevamo attraversare il tunnel che passa sotto la stazione e che dall’altro lato c’era un pò di vegetazione con una piccolo casolare abbandonato, dove anche di giorno si andava e ci andavano a scopare. Gli dico ok, le 25 euro ti do al momento quando arriviamo li: va bene mi disse.

Intanto andiamo via da li andiamo verso destra costeggiando la stazione e ad un certo punto c’era un tunnel buio che non si vedeva assolutamente niente. Accesi la luce del cellulare per vederci qualcosa. Arrivammo all’altra parte della stazione e per qual metro girammo a sinistra, attraversando un po’ di alberi e dopo circa 20 metri c’era questo casolare abbandonato. Entrammo e cadde un silenzio tombale, la cosa buona era che confinante al casolare c’era una strada e ogni tanto passava qualche macchina che con i fari illuminava la scena.

Era un ragazzo intorno ai 25 anni, alto quasi due metri, magro, un fisico da sballo e non vedevo l’ora di cominciare a toccare. Io 170 cm, magro, piccolo e con tanta voglia. Cominciai a toccare con le mani e  sentii una cosa enorme e gli arrivava oltre la metà della gamba, una piccola proboscide… Mi fece toccare un po’ e mi disse: allora che te ne pare… ti piace… vuoi? Certo che voglio gli risposi attaccandomi a lui. Mi hai detto che i soldi mi davi prima… ho paura che scappi quando ti sto scopando e non mi paghi più.

Gli dissi: è la stessa paura che ho io che dandoti i soldi, te ne scappi tu. Non scappo, voglio godere e farti male. In un attimo pensai, stiamo qui, anche se gli do i soldi e scappa (non è uno stipendio) alla fine, finora si è dimostrato serio. Gli do i 25 euro e subito si abbassa i pantaloni. Pensai… 😉 prima che la situazione mi sfugge di mano conviene darmi da fare.

Mi inginocchiai e comincia a leccare tutta quella bontà… era ancora moscio e penzoloni e a Roma si dice è barzotto. Da moscio riuscii a farmelo entrare un po’ in bocca pero ma mano che si eccitava e induriva riuscivo a prendere in bocca solo la cappella… enorme come enorme era la lunghezza e lo spessore. Visto che non riuscivo a prendere in bocca, cominciai a leccarlo tutto dalla cappella alle palle e garantisco la roba c’era.

Lui mi accarezzava ala testa e la attirava a se con garbo e forza… cosa che mi eccitava molto. Sotto le carezze e i colpi della mia lingua, il suo cazzo divento, turgido e duro, come aumentava anche la sua passione verso di me stringendomi accarezzandomi e chiedendomi se gli piaceva e se aveva paura… Ad occhio e croce forse era lunga sui 25/26 cm. mai visto e mai preso un cazzo xxl cosi. La mia testa si era inebriata ma riuscivo ancora a pensare cosa mi sarebbe aspettato… non aveva importanza. L’avevo voluto e ora volevo godermelo tutto a tutti i costi.

Di solito porto con me sempre un buon lubrificante e soprattutto preservativi extra large. Lui era eccitatissimo ed io con i pantaloni tirati giù e mi ero rivoltato di schiena a lui. Visto la differenza di altezza, io cercavo di mettermi in punta di piedi e lui di abbassarsi. MI mise il suo enorme cazzone in mezzo alle gambe e mi usciva davanti per oltre la metà e mimava una penetrazione. Io con la mia salivo gli lubrificavo la cappella e l’accarezzavo con le mia mano. Lui con le sue forti e potenti braccia mi aveva afferrato ai fianchi e cercava di tirarmi su… per alcuni momenti non toccavo piedi a terra. Mi sentivo un pulcino tra le braccia di un gigante.

Essendo un sesso occasionale, decisi di passare subito al sodo… volevo sentirmelo tutto dentro e farmi fare male. Ci fermammo un attimo, gli leccai ancora il suo enorme cazzone e gli infilai il preservativo che nonostante il formato xxl feci fatica ad infilarglielo, riusciva a coprire l’asta un po oltre la meta.. Alla fine ci riuscii e mi dissi: “Ora fammi pensare un po’ a me perché non so cosa mi aspetta o meglio sapevo benissimo cosa mi aspettava”: All’ombra dei miei 35 anni avrei preso il cazzo più grosso della mia vita.

La cosa mi eccitava e spaventava… ma volevo con tutte le mie forze. Presi il lubrificante e gli lubrificai il cazzo coperto dal preservativo e soprattutto mi lubrificai il mio povero ano, che da li a poco sarebbe stato violentato. Nel lubrificarmi abbondantemente, mi infilai anche 2/3 dita dentro per attivare la dilatazione, oltre al fatto che già era stata attivata dalla mia mente.

All’interno del casolare abbandonato c’era una forma di muretto, dove lui si era seduto (quindi abbassato), ed io con titubanza e piacere mi avvicinai di spalle. Mi avvicinai e avvenne il primo contatto. Mi disse: all’inizio fai tu, perché poi voglio fare io e non mi devi fermare. Azz pensai io, qui le cose si mettono male, anzi bene. Con titubanza mi avvinai e appoggiai il mio ano alla sua cappella.

Gli dissi che all’inizio avrei fatto tutto io e poi avrei ceduto il passo. Cosi fu, piano piano roteando un po’ il culo cercavo di far entrare la sua cappella e dopo vari tentativi e con enorme dolore (che bello) riuscì ad entrare solo la cappella… mi mancava il respiro dal dolore e dal piacere, ma almeno la cappella era entrata.

Il primo passo fu fatto, con enorme dolore e piacere, ora mi aspettava la scopata più memorabile della mia vita (lo era, e lo è stata). Con il mio corpo lo cercavo, cosi come con le braccia rivolte all’indietro cercavo un contatto con il suo corpo. Ad un certo, con dolcezza, mi abbraccio e mi attirò a se, senza spingere con il bacino, e lasciandomi ancora il gioco a me.

Mi decisi, non vedevo l’ora, di farmi penetrare e quindi spingevo all’indietro il mio sedere per assaggiare tutta quella bontà. Il dolore era forte ma anche il desiderio di averlo era altrettanto. Sentivo un enorme cazzo che mi stava attraversando tramite l’ano, mi dava dolore e piacere, e tale mi fece continuare piano piano fino a sentire che il mio sedere si avvicinava sempre più al suo corpo. Era doloroso, pero mi piaceva, spingevo all’indietro e finalmente me lo sentii in larghezza e lunghezza tutto dentro.

Lui fermo, ascoltava solo i miei gemiti di dolore, misti al piacere (e chi sa cosa pensava di tutto questo), sentivo il suo corpo e braccia avvolgermi con leggerezza e determinazione e questo mi dava sicurezza. Tutto questo mi inebriava il pensiero e lo stimolava ad andare avanti… infatti cominciai a dimenarmi con il culo in avanti e indietro per far si che il mio ano si abituava a quello enorme cazzo.

Ando avanti cosi per circa 5 minuti, finché non sentii che la strada era aperta e che stava tutto dentro di me. Mi sentivo pieno e percepivo la dilatazione dell’ano e quando mi fermavo la cappella che mi toccava dentro qualcosa e che lo percepivo in alto al mio addome: ormai era fatta ed era finita la prima fase del nostro incontro.

Mi staccai da lui 

 

 

 

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