Il Femminiello Napoletano: Tra Leggenda e Realta nella Cultura Popolare

Nella ricca storia della cultura popolare napoletana, il fenomeno del femminiello emerge come un elemento intrigante, incastonato nei meandri delle tradizioni matrimoniali del passato. Chi è realmente il femminiello nella cultura napoletana e quale ruolo svolgeva in una pratica che potrebbe apparire, agli occhi di oggi, inusuale e sorprendente?

L’Identità del Femminiello Napoletano: Un Complesso Intreccio di Ruoli.

Il femminiello, nella sua essenza, era una figura che sfidava le definizioni tradizionali di genere. Non rientrava esattamente nei canoni di mascolinità né di femminilità, ma incarnava un equilibrio delicato e sottolineato di entrambi. Era una sorta di tramite, un elemento di connessione tra mondi considerati opposti.

La Funzione del Femminiello napoletano nella Prova d’Amore.

Uno degli aspetti più intriganti della figura del femminiello è la sua implicazione nella prova d’amore, un rituale peculiare utilizzato nelle decisioni matrimoniali. Quando una donna era destinata a sposarsi, la madre della futura sposa organizzava una prova d’amore. Questa fase cruciale non consentiva alla futura sposa di unirsi fisicamente al futuro sposo né di cercare consolazione tra le braccia di un’altra donna, perché era considerato un tradimento. Invece, il futuro sposo veniva condotto dalla madre della futura sposa a incontrare un femminiello. Questo incontro sessuale non era considerato tradimento, ma piuttosto una prova d’amore legata a un aspetto più profondo della relazione. La madre della sposa cercava il consenso attraverso un approccio peculiare che coinvolgeva il femminiello.

Il Femminiello napoletano come Consigliere e Mediatore

Dopo il rapporto sessuale tra il futuro sposo e il femminiello, la madre della sposa si consultava con quest’ultimo. Il femminiello diventava un confidente, raccontando l’incontro e offrendo un punto di vista unico sulla mascolinità, la prestanza sessuale e le fattezze fisiche del futuro sposo. Nonostante il futuro sposo potesse garantire queste qualità, il consiglio del femminiello era determinante per la madre della sposa nel prendere una decisione nell’acconsentire o rifiutare di dare in sposa, il pretendente.

Nella cultura antica napoletana, il parere del femminiello,

durante la prova d’amore svolgeva un ruolo cruciale nella decisione della madre della sposa riguardo al futuro matrimonio. Se il femminiello approvava il futuro sposo, ciò conferiva una sorta di sicurezza o benedizione al matrimonio imminente. La figura del femminiello, in questo contesto, era considerata di alto valore, poiché la sua approvazione rappresentava una sorta di garanzia per la validità e la riuscita del legame coniugale. Tuttavia, va sottolineato che la percezione del femminiello nella cultura antica napoletana non era uniforme e univoca. Mentre il femminiello poteva godere di rispetto e considerazione in certi contesti, in altri potrebbe essere oggetto di discriminazione o pregiudizio. La sua accettazione dipendeva fortemente dalle credenze culturali e dalla mentalità delle persone coinvolte.

In alcuni casi, il femminiello napoletano era visto come un mediatore esperto,

nelle dinamiche relazionali e sessuali, il cui consiglio poteva essere determinante. Tuttavia, non tutti potevano comprendere o accettare la sua figura, e alcune persone potevano percepirlo con scetticismo o addirittura con disprezzo. La sua accettazione o rifiuto dipendeva da vari fattori, tra cui l’apertura mentale della comunità, le tradizioni culturali specifiche e le convinzioni personali delle persone coinvolte. In sintesi, sebbene il femminiello potesse essere considerato di alto valore in certi contesti, la sua accettazione nella cultura antica napoletana non era uniforme, e la sua figura poteva essere oggetto di varie interpretazioni e reazioni da parte della società.

Nella cultura napoletana, “il femminiello napoletano” non era comunemente

oggetto di fidanzamento o matrimonio con altri uomini, almeno ufficialmente, anche se nella vita privata, viveva fidanzamenti e matrimoni come come una coppia eterosessuale. . La sua figura svolgeva principalmente un ruolo di intermediazione nelle relazioni eterosessuali, agendo come consulente durante la prova d’amore e contribuendo al processo di corteggiamento tra la futura sposa e il futuro sposo. Il femminiello non cercava per sé un fidanzato o un futuro sposo all’interno di questa dinamica. La sua partecipazione era centrata sull’assistenza a terzi piuttosto che sull’instaurazione di relazioni romantiche o matrimoniali personali. Nel contesto della prova d’amore e delle dinamiche sociali legate al femminiello nella cultura napoletana, non esistono informazioni univoche riguardo a eventuali compensi o guadagni finanziari derivanti dalla sua partecipazione a questo rituale. La figura del femminiello svolgeva spesso un ruolo di mediatore nelle relazioni, ma non era necessariamente un professionista retribuito per questo servizio.

Il sostentamento del femminiello,

come quello di molte persone nell’ambito di comunità storiche, poteva derivare da varie fonti. Alcuni femminiello napoletano potrebbero aver avuto attività lavorative al di fuori della loro partecipazione alle prove d’amore, come ad esempio nel campo dell’intrattenimento o del lavoro domestico. Altri potrebbero aver ricevuto supporto dalla comunità o dalle famiglie coinvolte nelle pratiche rituali. È importante notare che le informazioni storiche su questo argomento possono essere limitate e talvolta basate su tradizioni orali o testimonianze limitate. Di conseguenza, gli aspetti dettagliati della vita quotidiana del femminiello, inclusi i mezzi di sostentamento, potrebbero variare notevolmente da caso a caso

Tra Leggenda e Realtà: Il Significato Culturale del Femminiello

La pratica della prova d’amore con il femminiello napoletano, potrebbe sembrare oggi una leggenda, ma riflette una complessa combinazione di tradizioni culturali, valori e credenze del passato. Il femminiello era più di una semplice figura enigmatica; rappresentava un’interpretazione unica della sessualità e della relazione, svolgendo un ruolo sociale peculiare.

ci sarebbe, ancora molto da dire ma in conclusione,

il femminiello napoletano si insinua nella storia culturale come una figura intrigante, attraverso la quale si possono esplorare le sfumature complesse dei rapporti umani. La sua presenza nella prova d’amore sottolinea la fluidità delle dinamiche di genere, offrendo uno sguardo affascinante su una pratica che, sebbene radicata nel passato, continua a suscitare curiosità e riflessioni sulla ricchezza e la diversità della cultura napoletana.

L’ultimo Femminiello Napoletano: Carmelo Cosma,

conosciuto come “La Tarantina”, è l’ultimo femminiello di Napoli, una figura iconica che ha lasciato un’impronta indelebile nei quartieri spagnoli della città. Nato ad Avetrana, in provincia di Taranto, Carmelo è stato portato a Napoli da un fidanzato marinaio, dove ha trascorso l’intera sua vita. Giunto nei quartieri spagnoli, Carmelo è stato accolto da una prostituta in cambio di aiuto domestico, ma presto ha iniziato a prostituirsi lui stesso. Non si definiva gay, transgender o travestito, preferiva identificarsi come femminiello. La sua vita è stata un intreccio di difficoltà e soddisfazioni.

Carmelo. Femminiello Napoletano, ha avuto incontri con personaggi famosi

del mondo della letteratura, dello spettacolo e del cinema, tra cui Federico Fellini, Pier Paolo Pasolini, Alberto Moravia, Anita Ekberg e persino Cutolo durante la sua permanenza in carcere. Un murales nel quartiere di Montecalvario testimonia la sua iconicità. Non solo Napoli, ma anche la Francia ha ospitato Carmelo, quando Brigitte Bardot lo accolse nella sua casa. Tuttavia, il cuore di Carmelo batteva per i quartieri spagnoli di Napoli, dove ha trascorso gran parte della sua vita.

La sua storia è stata commemorata con un murales,

e Carmelo Cosma, femminiello napoletano, sarà ricordato a fianco di altri grandi personaggi partenopei del passato come Toto, Sofia Loren, Caruso e Maradona. La sua vita complessa e la sua identità unica hanno contribuito a plasmare la cultura e la storia dei quartieri spagnoli, rendendolo un’icona indimenticabile di Napoli.


Immagine di andreas su Freepik


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Commenti

  • Mario
    Rispondi

    Molto interessante, sono di Napoli e questa storia non è una leggenda, nelle antiche tradizioni popolari di Napoli era così.

    • Sexy Guide International
      Rispondi

      I tempi cambiano, per fortuna, i costumi e gli usi di Napoli ispirano poesia.

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