Leonardo era gay? – L’orientamento sessuale di Leonardo da Vinci è oggetto di dibattito storico, e mentre l’omosessualità del genio rinascimentale non può essere affermata con certezza ma ci sono diversi indizi., molti studiosi ritengono che ci siano elementi che suggeriscono tale possibilità. Un episodio spesso citato è del 1467, quando Leonardo, insieme ad altri, fu anonimamente accusato di sodomia nei confronti del diciassettenne Jacopo Saltarelli. Tuttavia, l’accusa cadde e il caso venne archiviato senza alcuna condanna per gli imputati.

È importante sottolineare che la questione dell’omosessualità ,

di Leonardo ha suscitato grande interesse tra gli storici dell’arte. La maggior parte di coloro che ha esaminato questo argomento sembra incline a negare o minimizzare l’idea che Leonardo avesse orientamenti omosessuali, spesso cercando di attribuirgli relazioni con donne. Tuttavia, tali tentativi sono basati su prove piuttosto deboli.

Leonardo era gay? tra i rari storici dell’arte,

che hanno affrontato il tema in approfondite monografie sulla produzione artistica di Leonardo, si distingue Frank Zöllner, considerato uno dei massimi esperti su questo genio rinascimentale. Nella sua monografia edita da Taschen, Zöllner menziona che, già da giovanissimo, Leonardo era noto per le sue inclinazioni omosessuali, un reato nell’epoca rinascimentale. Aggiunge inoltre che nel XVI secolo, queste inclinazioni erano accettate quasi come un tratto ovvio del ritratto di genio di Leonardo

È importante sottolineare che nel Rinascimento,

l’omosessualità non era considerata in modo univoco come un orientamento sessuale, ma piuttosto come una pratica sessuale. Le terminologie utilizzate erano completamente diverse. Il termine ‘sodomia’, di origine religiosa, indicava rapporti sessuali ‘non finalizzati alla procreazione’ e veniva punito con la pena di morte. Leonardo era gay?: È evidente che la mancanza di chiarezza oggi riguardo all’omosessualità di Leonardo da Vinci potrebbe essere attribuita alla sua probabile decisione di vivere in segretezza le sue attrazioni romantiche e sessuali verso persone dello stesso sesso

Leonardo era gay?: in questo contesto, l’unico documento,

che stabilisce un collegamento certo tra Leonardo da Vinci e la pratica della sodomia è una nota accusa datata 9 aprile 1476. In quel periodo, Leonardo aveva 24 anni ed era accusato di aver avuto rapporti carnali con un giovane prostituto di circa diciassette anni di nome Jacopo Saltarelli, apprendista orafo di professione.

Leonardo era gay?: tornando a Leonardo, nell’accusa,

inviata agli Ufficiali della Notte, si legge: “Notifico a Voi Signori officiali come egli è vera cosa che Jacopo Saltarelli, fratello carnale di Giovanni Saltarelli, sta con lui all’orafo in Vacchereccia, dirimpetto al buco: veste nero d’età d’anni 17, o circa. El quale Jacopo va dietro a molte miserie et consente compiacere a quelle persone che lo richiedono in simili tristizie. Et a questo modo ha avuto a fare molte cose, servendo parecchie dozzine di persone delle quali ne so buone date, et al presente dirò d’alchuno: Bartolomeo di Pasquino orafo, che sta in Vacchereccia; Lionardo di Ser Piero da Vinci, che sta con Andrea de Verrocchio. Baccino farsettaio, che sta da Or San Michele in quella via che v’è due botteghe grandi di cimatori, che va alla loggia de’ Cierchi: ha aperto bottega di nuovo di farsettajo. Lionardo Tornabuoni, detto il teri: veste nero. Questi hanno avuto a soddomitare detto Jacopo: et così vi fo fede”.

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Immagine di rawpixel.com su Freepik

L’uomo Vitruviano di: Leonardo Da Vinci


Il 7 giugno, giunge la sentenza definitiva del processo:

i quattro imputati, tra cui Bartolomeo di Pasquino, Leonardo da Vinci, Baccino Farsettaio e Leonardo Tornabuoni, sono completamente scagionati. Tuttavia, due elementi pongono ancora dei dubbi sulla veridicità delle accuse. In primo luogo, l’accusa era anonima, una circostanza che avrebbe dovuto invalidarla poiché gli Ufficiali non accettavano denunce anonime. In secondo luogo, tra gli imputati figura Leonardo Tornabuoni, membro di una delle famiglie più illustri di Firenze all’epoca. Leonardo era gay?: ciò suggerisce la possibilità di un caso di denuncia strumentale mirato a colpire un personaggio di spicco. Leonardo, in qualche modo, potrebbe aver tratto beneficio dalle circostanze dell’accusa per evitare una condanna.

Leonardo era gay? un aspetto intrigante da esplorare,

è la dinamica delle relazioni di Leonardo con i suoi allievi, considerando che il suo entourage era prevalentemente maschile. Gli studiosi si sono concentrati soprattutto sul rapporto tra Leonardo e il pittore Gian Giacomo Caprotti, soprannominato “Salaì” dal genio toscano, prendendo il nome da un diavolo del Morgante di Luigi Pulci, scelto forse per caratterizzare il suo temperamento. In un’appunto personale, Leonardo stesso definì Salaì come “ladro, bugiardo, ostinato, ghiotto”. Questo giudizio derivava dalla memoria di un episodio avvenuto nel 1497, sette anni dopo che Salaì, a soli dieci anni, era entrato nella bottega di Leonardo. In quell’occasione, Salaì aveva derubato Leonardo di alcune monete che teneva nella sua borsa.

Eppure, nonostante le ruvidezze del suo carattere,

il Salaì era un ragazzo di bellissimo aspetto, come racconta anche Vasari nelle sue Vite: ‘Prese in Milano Salaì milanese per suo creato, il qual era vaghissimo di grazia e di bellezza, avendo begli capegli, ricci et inanellati, de’ quali Lionardo si dilettò molto et a lui insegnò molte cose dell’arte.’ Leonardo fu sempre legato a lui, tanto che lo frequentò per molti anni. Nel 1519, quando dettò le sue ultime volontà, Leonardo gli lasciò addirittura metà del suo giardino a Milano, dove Caprotti aveva già costruito una casa. Dal momento in cui Leonardo lo aveva preso nella sua bottega, non se ne separò mai fino all’anno del suo trasferimento in Francia nel 1517. Il Salaì lo seguì ad Amboise, ma rimase poco con il maestro e sicuramente non era con Leonardo quando il genio scomparve.

Gian Giacomo Caprotti, soprannominato ‘Salaì’,

è descritto da Vasari come un giovane ‘vaghissimo di grazia e di bellezza, avendo begli capegli, ricci et inanellati, de’ quali Lionardo si dilettò molto’. Il suo volto compare frequentemente in molte opere di da Vinci, tra cui la più celebre è il San Giovanni Battista dipinto nel 1513-16. Leonardo era gay?: secondo molti, il suo viso potrebbe anche essere quello del San Giovanni del Cenacolo, della Monna Vanna e persino della Gioconda. Salaì conquistò immediatamente il favore e la fiducia dell’artista, diventando praticamente insostituibile in ogni spostamento del genio rinascimentale. Lo accompagnò in tutti i suoi viaggi e, sebbene i rapporti sembrassero incrinarsi durante la vecchiaia, Salaì si affrettò in Francia quando mancavano pochi giorni alla morte di Leonardo.

All’ambiente goliardico della bottega di Leonardo,

può essere attribuito un disegno recentemente scoperto, raffigurante un Angelo incarnato a cui è stato aggiunto (non si sa se da Leonardo o da qualche suo allievo) un membro vistosamente eretto. Questo fatto, di per sé, non dimostra nulla (Leonardo ha lasciato anche disegni di atti eterosessuali), ma suggerisce che probabilmente il genio rinascimentale non era così disinteressato al sesso come alcuni studiosi hanno sostenuto. Va notato che questo non è un caso isolato: il pittore milanese Giovanni Paolo Lomazzo, nel suo Trattato della pittura, ricorda alcuni disegni, tra cui ‘uno dei quali era un bellissimo fanciullo con il membro in fronte e senza naso, e con un’altra faccia di dietro della testa, col membro virile sotto il mento, e le orecchie attaccate ai testicoli, le quali due teste avevano le orecchie di fauno; e l’altro mostro aveva in cima del naso il membro’.

È importante notare che tra i discepoli di Leonardo figura anche Francesco Melzi,

(Milano, 1491 – Vaprio d’Adda, 1570), un giovane rampollo di una famiglia nobile. Melzi visse nella casa di Leonardo dal 1510 fino alla sua scomparsa, seguendolo persino in Francia. Ufficialmente nominato assistente, Melzi fu anche designato erede dei beni mobili di Leonardo. Leonardo era gay?: sebbene ufficialmente fosse il suo assistente, alcune speculazioni suggeriscono che la lunga convivenza possa aver motivato una relazione più intima tra il giovane e il maestro.

Nel suo Libro dei sogni, Giovanni Paolo Lomazzo,

immagina un dialogo, il quinto del libro, tra Fidia e Leonardo da Vinci, che include un esplicito riferimento a pratiche omosessuali che l’artista avrebbe avuto con Caprotti. Fidia chiede a Leonardo, riferendosi al Salaì: ‘Gli facesti forse il gioco, che tanto ameno i fiorentini, di dritto?’. Leonardo risponde affermativamente: ‘E quante volte! Considera che egli era uno bellissimo giovane, e massime ne’ quindici anni.

Leonardo era gay?: Il passaggio presenta un dialogo intrigante,

tra Fidia e Leonardo, con argomentazioni su prospettive morali e sociali dell’omosessualità. “Fidia replica: ‘Non hai vergogna a dir questo?’. E Leonardo risponde: ‘Come vergogna? Non è cosa di maggior lode, appresso i virtuosi, di questo; e che egli sia vero te lo dimostrerò con bonissime ragioni. Sappi che l’amore masculino è opera solamente di virtù che, congiungendo insieme gli uomini, con diverse affezioni di amicizia, acciò che da una età tenere vengano nella virile più fortificati amici’. Questi sono gli elementi che hanno portato Zöllner ad affermare che nel Cinquecento l’omosessualità di Leonardo veniva data per scontata.”

Leonardo Da Vinci: una prospettiva sulla sua sessualità attraverso le opere,

e i disegni controversi. Ulteriori prove sull’omosessualità di Leonardo emergono da alcuni dei suoi schizzi, ma anche direttamente dalle sue opere più celebri. Iniziamo dai disegni: alcuni schizzi evidenziano chiaramente che i ritratti di giovani androgini di Leonardo non erano, come sostenuto per tanto tempo dagli storici dell’arte, ‘asessuati’. Leonardo era gay?: una recente scoperta ha portato alla luce un disegno che mostra un angelo annunciante modificato da Leonardo, con l’aggiunta di un’evidente erezione. Non è chiaro se questa modifica sia stata apportata dagli allievi di Leonardo, i quali comunque offrono un’idea del clima nella sua bottega, o se sia opera del maestro stesso.

Una prospettiva controcorrente sulla sessualità di Leonardo Da Vinci,

sfidando l’idea che fosse privo di sessualità. Contrariamente a quanto affermato dagli storici per molto tempo, Leonardo Da Vinci non era un individuo pudico o privo di sessualità. A causa della mancanza di relazioni eterosessuali evidenti, alcuni storici hanno negato l’esistenza stessa della sua sessualità. Leonardo era gay?: tuttavia, i suoi appunti contengono storie ‘piccanti’, e ha disegnato almeno tre volte scene di sesso eterosessuale, incluso uno studio anatomico, oltre a creare figure che oggi potremmo definire ‘pornografiche’. Tra queste figure, secondo il pittore e scrittore Giampaolo Lomazzo, c’erano ritratti di ragazzi con vistose erezioni, anche se questi disegni furono, purtroppo, distrutti.

Un’interpretazione intrigante di un disegno contenuto,

nel “Codice Atlantico”. “Un altro disegno, tratto dal ‘Codice Atlantico’, è giunto a noi oggi e alimenta le speculazioni sulla relazione sessuale tra Leonardo Da Vinci e il suo discepolo Gian Giacomo Caprotti, noto come il Salaj. Nel disegno compaiono due membri virili in erezione, dotati di gambe e coda, che marciano verso un orifizio anale sopra il quale è scritta la parola ‘Salaj’.

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Caricatura della “Gioconda o Monna Lisa”: di Leonardo da Vinci.


Un’interpretazione intrigante del dipinto La Gioconda (Monna Lisa),

e coinvolge Silvano Vinceti, un esperto di storia dell’arte. Passando alle opere d’arte, il celebre dipinto La Gioconda (noto anche come Monna Lisa) è stato interpretato da alcuni studiosi come un ritratto dell’amante di Leonardo, il Salaj. Silvano Vinceti, uno dei massimi esperti mondiali di storia dell’arte, ha recentemente condotto un’analisi dettagliata a raggi infrarossi di questa celebre opera di Leonardo da Vinci, con l’obiettivo di offrire al mondo dell’arte una visione più approfondita di uno dei dipinti più famosi di tutti i tempi. Secondo Vinceti, l’opera è stata realizzata prendendo ispirazione da due modelli: Lisa Gherardini, moglie di un ricco mercante fiorentino, e Gian Giacomo Caprotti, allievo e amante di Leonardo.”

Il celebre dipinto di San Giovanni Battista di Leonardo Da Vinci

è stato oggetto di interpretazioni riguardo alla sua sessualità. Il soggetto dell’opera è sensuale, con gesti ambigui e un sorriso seducente, apparentemente tentatore. Leonardo era gay?: secondo alcune ipotesi, il volto ritratto nell’opera potrebbe appartenere a Gian Giacomo Caprotti, soprannominato il “diavolo” da Leonardo. Il viso del giovane allievo compare anche in numerose altre opere pittoriche e disegni dell’artista, tra cui l'”Angelo incarnato”, una versione erotica dell’Angelo perduto, di cui esiste solo una copia anonima conservata al Louvre. Queste interpretazioni aggiungono un elemento intrigante alle opere di Leonardo, suggerendo la possibile presenza di connessioni personali e sessuali nelle sue rappresentazioni artistiche.

Leonardo era gay? è al centro di una serie televisiva

che affronta apertamente la questione. Tuttavia, le prove precedentemente descritte sono soggette a interpretazioni diverse e spesso contrastanti, senza una prova certa che confermi l’orientamento sessuale di Leonardo. È importante notare che, anche se fosse vero che Leonardo avesse avuto relazioni sessuali con uomini, ciò non lo renderebbe automaticamente “omosessuale” nel senso moderno del termine. Nel Rinascimento, la pratica della sodomia era diffusa tra uomini eterosessuali e non era necessariamente legata a un orientamento sessuale specifico. La questione dell’omosessualità di Leonardo continua a suscitare grande interesse e curiosità, alimentando dibattiti e ricerche tra gli studiosi di tutto il mondo.

Una serie televisiva, intitolata “Leonardo” e prodotta da Lux Vide con Rai Fiction,

e altre importanti produzioni, ha deciso di rappresentare apertamente l’omosessualità di Leonardo Da Vinci. La serie vanta la partecipazione di attori di spicco come Aidan Turner, Matilda De Angelis, Giancarlo Giannini e Freddie Highmore. Creata da Frank Spotnitz e Steve Thompson, la serie propone una nuova interpretazione della vita di Leonardo da Vinci, focalizzandosi sul lato umano dell’artista e mettendo in risalto la sua creatività, la passione per la conoscenza e la sua sessualità.

Leonardo era gay?: in particolare, la serie esplora la relazione tra Leonardo,

e il suo allievo e assistente, Salai, il quale è stato precedentemente considerato uno dei possibili amanti dell’artista, come descritto in precedenza. La narrazione offre uno sguardo approfondito sulla vita e le relazioni di Leonardo, contribuendo a stimolare ulteriori riflessioni sulla sua complessa personalità. Frank Spotnitz nella conferenza stampa di lancio della serie televisiva ha detto: “Abbiamo attinto da tantissime fonti, ci siamo convinti, proprio partendo dalle varie fonti, che fosse reale l’omosessualità di Leonardo. L’obbligo di verità nel ritrarre l’artista e l’uomo comprendeva anche questo aspetto della sua vita. La storia d’amore con Caterina diventa così in questo modo ancor più commovente, perché non si fondava sul sesso, sull’attrazione fisica, aprendo questa dimensione affettiva così profonda. Molto più di quanto possa essere una relazione estemporanea. Ecco perché era importante parlarne“.

Indipendentemente dalle speculazioni sulla sua vita privata,

Leonardo Da Vinci rimane un gigante della cultura italiana e mondiale, la cui straordinaria eredità artistica e scientifica continua a ispirare e affascinare milioni di persone in tutto il mondo. La sua genialità è stata, è, e rimarrà una pietra miliare nella storia dell’arte e della conoscenza umana. Leonardo era gay?.La sua curiosità insaziabile, le sue ricerche pionieristiche, le opere d’arte senza pari e i suoi scritti rivoluzionari non vengono minimamente intaccati dalle questioni legate alla sua vita amorosa o alle speculazioni sull’orientamento sessuale. L’eredità di Leonardo Da Vinci è eterna, consolidando la sua reputazione come uno dei più grandi geni di tutti i tempi.

Leonardo era gay?: Leonardo da Vinci rimane un titanico genio,

il cui impatto sulla cultura italiana e mondiale è equiparabile a una stella luminosa nel firmamento della storia. La sua genialità poliedrica ha attraversato il tempo, lasciando un’eredità incommensurabile che abbraccia l’arte, la scienza e la filosofia. La sua sete inesauribile di conoscenza, la capacità di osservare il mondo con occhi senza tempo e il talento straordinario nel tradurre le sue visioni in opere immortali, come la “Gioconda” e “L’Ultima Cena”, lo collocano tra i pilastri della creatività umana. L’aura di mistero che avvolge la sua vita personale non fa che accrescere il fascino intorno al suo nome, trasformandolo in un’icona senza tempo che continua a catturare l’immaginazione di ogni generazione successiva.


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