Turismo sessuale femminile in Africa – Ovvero la pratica di recarsi in altri paesi,

del mondo alla ricerca di incontri sessuali, è fortemente diffuso nel nostro mondo e non lascia fuori nessuna area geografica. Generalmente si pensa a donne e uomini non più giovanissimi che si recano in paesi esotici (e dove i costi della vita sono molto più bassi) alla ricerca di emozioni forti con uomini e donne molto più giovani. Ma non sempre è così. Chiariamo subito una cosa. La ricerca di prestazioni sessuali a pagamento con persone maggiorenni e consenzienti, appartiene alla storia dell’umanità e, indipendentemente da questioni morali, credo religiosi e normative locali, è legale. Può piacere o no, ma è così

Altra questione è l’implicazione di minori,

l’uso di violenza e altro che sono gravissimi reati che non devono essere sottovalutati e tollerati mai e che anzi devono essere fortemente colpiti in ogni angolo del pianeta. In primo luogo colpendo i clienti (di cui l’Africa detiene un importante record). Turismo sessuale femminile in Africa, però, non è solo una questione di uomini. In modo molto più mascherato, meno appariscente e meno pubblicizzato, donne di mezzo mondo si muovono verso quelle che oramai sono le mete riconosciute di queste frequentazioni. In Centroamerica, e in particolare a Cuba, Haiti, Santo Domingo e Giamaica e in Africa. Senegal, in Gambia, a Capo Verde, in Kenya e a Zanzibar. Ma, il fenomeno avviene anche altrove. Sono donne in genere non giovanissime (45-65 anni), a volte coniugate, che si regalano qualche settimana all’anno di trasgressione e sesso.

Turismo sessuale femminile in Africa: la psicologia umana è molto complessa.

Per qualcuna è una consapevole trasgressione, per altre una vera e propria terapia, per altre il desiderio di vivere sogni e incontri erotici, con ragazzi molto più giovani di loro, già da maggiorenni. La maggiore età li mette in sicurezza di non incappare nella pedofilia e quindi reato penale. Qualcosa che migliora il proprio umore e che a dispetto dell’età e spesso di un fisico non perfetto, conferma la propria femminilità. Qualcuna la vive bene, qualcuna con i rimorsi. Oggi si dice che è un fenomeno recente. Di recente c’è solo il fatto che. sebbene ancora poco, se ne parla. In Gambia, in Africa Occidentale.

L’Africa: da sempre è considerato “un paradiso sessuale”.

Dalla tratta degli schiavi neri per motivi di lavoro e sfruttamento e tra questi, pochi fortunati, venivano destinati ad altri tipi di sfruttamento: quello sessuale. Il fenomeno di donne provenienti dal nord Europa che si recano in vacanza, sposate e non o in coppia per trovare e provare l’ebbrezza del “black xxxl”. Coppie con notevole differenza di età, in riva all’Oceano, sulle ampie spiagge sabbiose. L’origine di quelle strane coppie che al tramonto passeggiavano sulla spiaggia, mano nella mano. Turismo sessuale femminile in Africa: donne bianche, spesso lattee, non giovanissime e con fisici certamente non invidiabili, e giovani ragazzi color ebano dal fisico possente, palestrati, prestanti, statuari, sessualmente attivi e generosi nelle loro prestazioni. Si tratta di osservare con occhi diversi. Parlare con qualcuno di queste donne e con parecchi ragazzi (beach boy, sono chiamati). Le donne in questione viaggiavano spesso con amiche (alcune sole), qualcuna prova una certa vergogna (altre no) ma alla fine si lasciano andare..

Alcune lasciano a casa un marito o un compagno,

molte altre no. Hanno alcune caratteristiche comuni: un’età non propriamente giovane, dei fisici appesantiti dall’età e da una scorretta alimentazione e la voglia di sentirsi donne e con determinati gusti: la pelle nera, la dimensione del pene che il più dell volte è molto superiore dai bianchi. Ecco quest’ultima credo sia una forte connotazione delle turiste sessuali. Alcune di loro, ritornavano due-tre volte all’anno, da parecchi anni, alla ricerca sempre dello stesso ragazzo o altre che preferiscono cambiare ragazzo ogni volta. La sensazione è che questi ragazzi di spiaggia, giovani e prestanti, rivitalizzassero donne tendenzialmente scontente e inappagate sessualmente e sentimentalmente. I ragazzi veramente giovani, 18-20 anni, lo facevano, è chiaro per i soldi, sebbene la declinazione era diversa dalla prostituzione femminile. La chiave di lettura del turismo sessuale femminile in Africa, da dare a questo fenomeno è la diversità culturale e soprattutto economica. Non c’e una relazione diretta prestazione-pagamento. I ragazzi a volte stanno con la stessa persona per tutto il tempo che ella trascorreva in nel paese. Per quel tempo costituivano una coppia, che girava, pranzava, cenava, andava in spiaggia e, con un mancia negli alberghi, dormiva insieme ogni notte.

Alcuni di loro vengono presi in giro da coetanei e coetanee,

perché stavano con donne avanti on età e con un fisico non invidiabile. Altri erano invidiati. Vi erano dei risvolti però che raramente si osservano tra gli uomini clienti. In primo luogo molte donne inviano ai ragazzi regali da casa. Scarpe da ginnastica, smartphone, jeans e denaro. Alle poste centrali, dove i ragazzi ricevono pacchi di beach-boy si forma una fila. Vi erano poi alcuni che avevano trovato chi in cambio di una esclusività del rapporto gli forniva i mezzi per vivere. Aiuti in denaro, l’acquisto di un chiosco o di un bar con il quale guadagnarsi la vita. Altri ancora erano riusciti a studiare grazie all’intervento di queste particolari supporter.

Ragazzi che hanno la possibilità di studiare,

grazie a donne, sposata e non, che li finanziano. Altre storie hanno dei risvolti particolari, a volte fino al matrimonio. Non è infrequente vedere ristorantini o altre attività commerciali, gestite da coppie miste, che si erano formate a seguito di questi incontri particolari. La sensazione di relazioni a pagamento hanno caratteristiche e modalità differenti, da quelle della sola prostituzione femminile, da renderne difficile qualsiasi paragone. Molti sostengono che queste situazioni minano l’esistenza stessa delle società da cui provengono i ragazzi, attraverso il “cattivo esempio” e le dinamiche relative ai “soldi facili”. Si può pensare che questi comportamenti minano l’etica sociale, esistono altre dinamiche, e molto più pericolosi che destabilizzano le società africane e la causa è proprio l’approccio dell’Occidente che sfrutta l’Africa e fa accordi con politici corrotti e dittatori che si arricchiscono e non creano sviluppo perla gente comune.

Turismo sessuale femminile in Africa: l’argomento e molto complesso,

occorre leggere il fenomeno, con discrezione e con sensibilità diversa dal proprio modo di pensare, evitando stereotipi e generalizzazioni. Da quando è nato il mondo è nata la “prostituzione” io do una cosa a te e tu dai una cosa a me. Questo quando mira, non al mero scambio sessuale ma alla evoluzione culturale ed economica dei ragazzi, dal mio punto di vista è un fattore positivo, per la donna (che soddisfa i suoi desideri sessuali e si da anche un significato esistenziale) e soprattutto nei ragazzi che riescono con una loro “dote” amatoriale a crescere culturalmente ed economicamente. Questo scambio da un futuro migliore e una qualità della vita economicamente indipendente.


Immagine di Freepik


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